E per Halloween…

zucca_halloweenCominciamo con il dolcetto ossia

TORTA DI ZUCCA

gr. 800 di polpa zucca cremasca

gr.100 di zucchero

gr 100 di biscotti secchi

gr. 100 di amaretti

gr. 30 di cedro candito tagliato a pezzi

2 uova intere

per la pasta frolla

gr 250 di farina

gr 80 di cacao amaro

gr 100 di burro

gr. 100 di zucchero

1 uovo intero

2 tuorli d’uovo

la scorsa di un arancio grattugiata

1° affettare la zucca e cucinarla in padella a fuoco dolce sin che non sia molto morbida

2° quando tiepida  setacciarla o almeno ridurla in poltiglia

3° aggiungere gli altri ingredienti ossia i biscotti e gli amaretti finemente tritati, ridotti quasi in polvere, le uova,lo zucchero i cedri canditi tagliati a cubetti

4° impastare la frolla al cacao partendo da burro ammorbidito, farina e cacao aggiungere poi le uova e da ultimo la scorza grattugiata. Se fosse troppo duro l’impasto aggiungere un altro albume.

5° lasciare riposare  la pasta almeno un’ora

5° stenderla alta circa mezzo centimetro in una tortiera da 24 cm, bucherellare il fondo della pasta

6° versare l’impasto

7° infornare  a 180° forno già caldo. cottura circa 40 minuti

 

… e ora lo scherzetto…

 

G. Meyerbeer: Les Huguenots (2013)

Raoul de Nangis – Jonas Kaufmann

Marcel – Anatoli Kotscherga

Le Comte de St. Bris – Stefan Kocan

Le Comte de Nevers – Thomas Hampson

Urbain – Max Emanuel Cencic

Marguerite de Valois – Natalie Dessay

Valentine de St. Bris – Waltraud Meier

direttore – Omer Meir Wellber

 

… e la consolatoria, del pari fantastica (ma in altro senso!)

G. Meyerbeer: Les Huguenots (1913)

Raoul de Nangis – Hermann Jadlowker

Marcel – Nazzareno De Angelis

Le Comte de St. Bris – Adamo Didur

Le Comte de Nevers – Giuseppe De Luca

Urbain – Conchita Supervía

Marguerite de Valois – Frieda Hempel

Valentine de St. Bris – Barbara Kemp

direttore – Luigi Mancinelli

7 pensieri su “E per Halloween…

  1. Il 31 ottobre era una bella festa, di antichissime origini.
    Si onoravano i morti che tornavano, a vedere se i vivi si ricordavano di loro.
    Una festa di fine raccolto, la paura e il rispetto per Samhain, il dio dei morti.
    Si ballava, si beveva, si accendeva un grande fuoco sacro.
    Qualcosa di pagano e di liberatorio.
    Poi l’ hanno presa in mano gli americani, ci hanno messo le zucche, i marmocchi, i dolci… e l’ hanno trasformata in sta bella m***a!
    BUON HALLOWEEN A TUTTI!!!

    • Le zucche non sono un’invenzione USA. Chiunque sia stato ragazzino almeno fino agli anni ’60 si ricorda che, in certe zone del Piemonte e della Lombardia, si usava svuotare una zucca, scolpirne sulla scorza le fattezze di una maschera deforme e accendere all’interno una candela. Ciò quale derivazione delle tradizioni celtiche di cui ancora si aveva traccia in quelle zone. Tradizioni poi decadute con l’abbandono della cultura contadina e la secolarizzazione che ha investito la nostra società negli ultimi decenni. Nulla di male: è l’inevitabile corso della storia. La cosa grottesca è importare dagli USA – senza consapevolezza – tradizioni e riti che già ci sono appartenuti solo per sudditanza culturale verso gli USA. Puro provincialismo. Il genitore italiano che tollera la celebrazione da parte dei propri rampolli di Halloween è – tecnicamente parlando – un coglione.

        • In disaccordo con chi non approva la festa di Halloween, vi racconto che la mia esperienza di ieri in Canada, dove vivono mia figlia e la sua famiglia , è stata molto positiva.
          Ho vissuto la festa a livello di bambini; quasi tutti i costumi erano stati preparati in famiglia e non ne ho visti due eguali, belle quasi tutte le decorazioni nei giardini e i toc toc alla porta di sera sono stati tutte ad opera di bambini, con il loro cestino per raccogliere dolcetti, accompagnati dai loro genitori .Il tutto allegro ma privo di urla e schiamazzi che avrebbero caratterizzato simile “celebration” in Italia. La pumpkin pie poi rasentava il sublime per bontà!

  2. Il rito del ritorno dei morti e’ celtico, fatto proprio da due papi che accorparono ognisanti e giorno dei morti. Ancora e’ viva , in molti paesi l’usanza di appendere fuori casa sacchettini con le “fave dei morti”
    Insomma, abbiamo una tradizione ben piu’ ricca e affascinante di altre nazioni

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