16 pensieri su “MODESTE VOCI: SESTO BRUSCANTINI

  1. DIO DI GIUDA!!!

    Ok, mi rassegno alla cosa che se una voce è perfettamente impostata come questa, per me non esistono modeste voci!
    Fuor di celia, il peso vocale della voce forse non era adattissimo alle parti più drammatiche… Però che artista immenso.

    Infine, noi siamo forse abituati a pensare al Bruscantini baritono, ma cantava non meno magnificamente da basso cantante.

    E allora vogliate scusarmi l’ardire di proporvi un ascolto alternativo.
    Sesto Bruscantini nell’aria di Giorgio da “I puritani e i cavalieri” del signor Bellini.

    Tiè, beccatevi ‘sta meraviglia: http://youtu.be/MPT2XGz-0l0

    Certa gente non dovrebbe morire mai, per il bene dell’umanità!

    Sesto: ritorna, rinasci, risorgi, reincarnati.. Insomma, fai qualcosa: abbiam bisogno di te!!!

  2. Forse, e dico forse, non c’è la voce; ma c’è Rigoletto. Secondo me Verdi avrebbe apprezzato assai un padre così. Bruscantini è un faro: versatile come ogni vero artista dovrebbe essere; studiosissimo; fantasioso; sempre personaggio e mai solo emetittore di suoni. Cosa si può volere di più? Qui non è nemmeno più questione di voce bella o brutta, grande o modesta. Questo è il teatro in musica: teatro sempre, e canto per fare teatro. Ripeto, Verdi avrebbe apprezzato.

    • Guarda. Personalmente io trovo la voce di Sesto Bruscantini di bel colore. Però penso che la sua pasta desse il meglio di sé nel repertorio meno drammatico o, se drammatico doveva essere, il più cantabile. Tipo la bellissima e davvero ispirata aria di Giorgio che ho postato sopra (mai sentita un Giorgio commosso).
      Io nell’audio qui postato non sento una “voce da Rigoletto”. Ma “Rigoletto”, sì.
      Perché Sesto fu un artista gigantesco e a tutto tondo. Ascolto molto di più Rigoletto qui che non in pur meritorie esibizioni di chi la voce per fare Rigoletto ce l’aveva più di lui. Verdi avrebbe più che apprezzato. Verdi lo avrebbe amato.
      Sul tubo io mi sono innamorato del suo “Bella siccome un angelo” con Tajo: una cosa che rasenta la perfezione.

      • Insomma: penso che i suoi limiti verdiani fossero Posa e all’estremo Rigoletto. Laddove però la musica di Verdi metteva alla prova la qualità della voce, suppliva un immenso artista.
        Ecco il senso di quello che volevo dire!

  3. uno dei più grandi cantanti del secolo scorso, con un fraseggio spettacoalre, una musicalità esemplare, una messa in voce da manuale, e, soprattutto, diventava il personaggio, al di là della vocalità. Del Bruscantini ” serio ” amo ricordare come paradigmatici i suoi Posa, Rigoletto, Enrico, Germont e i meno conosciuti Renato, Scarpia ( fenomenale ma gravato di pessimo ascolto),e udite udite: Jago in un’incisone di Dallas, mi pare, dell’85, quando il nostro aveva già 66 anni. Dovreste ascoltare i suoi recitativi, da brivido, ma anche nella difficile aria del primo atto se la cava a meraviglia, poi a che pro aggiungere essere egli stato di gran lunga il miglior Dandini, Figaro, Mustafà, Selim, Pasquale, Malatesta, Figaro Mozartiano, Don alfonso, ecc. ecc. di tutto il novecenteo? Un grande, un granbdissimo, vergognosamente spesso ridotto a cantare in secondo cast ( Scala, Barbiere, 1969), o con compagnie di fortuna. Grande Sesto, un saluto affettuoso per quello che ci ìhai saputo regalare nella tua lunga carriera.

      • La leggo solo ora e me ne scuso: certo che sono interessato, anche perchè nel frattempo mi sono procurato il magistrale Slook nella Cambiale. Mi dica come possiamo metterci in contatto. Posso ricambiare con alcune rarità ( tipo l’Otello citato sopra, o, ad esempio, Crispino e la comare). La ringrazio anticipatamente. Francesco Ponti, Roma

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