MODESTE VOCI: LEYLA GENCER

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E con la divina Leyla, donna di quasi unica intelligenza fra i cantanti d’opera, autorironica come pochi cantanti sanno essere chiudiamo il nutrito gruppo delle voci modeste. La Leyla aveva già chiuso tempo fa un ciclo di ascolti dedicato alla voci verdiane come dimostrazione che  si può cantare Verdi senza la voce verdiana.

Tutto è stato detto su uno strumento da soprano lirico leggero che arrivò  a cantare Norma in un’epoca  in cui Norma la cantavano autentici soprani drammatici o lirico spinti, ma sopra tutto si innalza l’arte di dire e di dire senza il mezzo che le parti richiedono. Ma dobbiamo dire che questo lusso  la Leyla se lo poteva permettere per un assoluto controllo della voce ed una cognizione dei propri limiti.

 

23 pensieri su “MODESTE VOCI: LEYLA GENCER

  1. caro tamberlick così mancini e donzelli daranno fuoco alle polveri fra de reszke e de angelis, per trovare l’armistizio su plancon….. va bene. per la verità avevamo progettato ben altro per gli ascolti…
    ciao dd

    • No va beh… mettete la mia richiesta in agenda, semmai!
      Oggidì le agende van così di moda :)

      In realtà la richiesta andrebbe motivata. Ma penso verrei linciato se dicessi che per me dopo de Angelis l’Italia ha avuto ben pochi cantanti che sapessero cantare correttamente in questa corda e che tra questi non ritengo vi sia… Lo devo proprio dire?

          • Io taccio. Sono un pusillanime! 😀
            Scherzi a parte, non mi voglio prendere la responsabilità di dirlo finché non ne sono sicuro, perché non l’ho ancora capito del tutto.
            E magari sbaglio io, perché temo che il nostro orecchio moderno sia più viziato nei confronti della voce di basso rispetto alle altre.

            Per questo chiedevo una lente di ingrandimento sulla corda.

            Parlo comunque di un grande cantante, dotato di physique du rôle, dalla voce magnifica, che a volte lo sento cantare come un dio, altre volte mi fa esclamare: “Ma perché???”
            Soprattutto quando oscura eccessivamente la voce per cantare parti drammatiche. Mentre laddove doveva usare un timbro brillante… Molto, molto meglio.
            E mi sorprende Celletti non lo “castigasse”. Anzi…
            Te l’ho praticamente detto :)
            Ti dico solo che avrei davvero voluto sentirlo in teatro per valutare con le mie orecchie..
            Ah, era comunque un interprete meraviglioso… Soprattutto in Mozart ( adesso manca proprio solo il nome :) )

          • Non ne sono sicuro (non sono preparato come te e tanti altri Grisini ) , ma forse ho capito.

      • Sono d’accordo anch’io sul problema dei bassi; ma per i più famosi e “grandi”. Per esempio, ho ascoltato qualche breve frammento di Massimiliano Malaspina, il marito della Rita Orlandi M.: cantava da Dio. Ed anche il Fioravanti che duetta con la Leyla nella Stuarda qui sopra canta superbamente.

        • Di Malaspina intendi quella registrazione dal Guarani di Gomes che si trova sul Tubo?

          A me piace molto Giorgio Tozzi.
          Non se lo fila mai nessuno, ma secondo me fu uno dei pochi bassi del secondo dopoguerra che si tennero lontani dal bitume.
          E nel suo caso, secondo me, si può dire che due eminenti cantanti furono anche ottimi insegnanti…

          • Esatto! Anche c’è una Norma sul tubo.
            D’accordissimo su Giorgio Tozzi.
            “E nel suo… ottimi insegnanti”: spiegati meglio, non ho capito.

          • Uhm.. la Norma non l’ho trovata, ma la cerco: grazie!

            Se non ricordo male studiò con i coniugi Rimini: vale a dire Rosa Raisa e consorte Giacomo 😉

          • Trovata anche la Norma. Chissà perché non è venuta direttamente cercando il nome di Malaspina. Ottimo basso davvero. Non lo conoscevo!

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